E MO
Ogni tanto si tira il fiato...
martedì, maggio 01, 2007
Ore : 23:39

In questi giorni cresce la tensione la frenesia mille cose da fare o forse una sola cosa, ma da fare sempre meglio. Mi arrampico sulle mura di questo castello sopportando le rocce che mi tirano da sopra. Non le schivo, anzi per lo più mi prendono in pieno, ma evidentemente ho la pellaccia più dura di quello che pensavo...peccato...sono costretto a soffrire ancora.

Un secondo tiro il fiato...

Oggi ho consolidato una mia passione che pensavo sopita da tempo. Ho visto un film epocale, non tanto per la storia o la recitazione, ma perchè va a chiudere il racconto più bello che l'uomo abbia mai inventato fatto salvo di quello che finisce con le tre croci sul monte Golgota.

Si parla di GUERRE STELLARI. Non storcete la bocca ladies, se non sapete volare un attimo con la mente e vedete solo pupazzi e mostri è un limite vostro.

Riflettevo appunto su questa che è senza dubbio una opera d'arte cesellata dall'uomo del 20esimo secolo (e pure 21esimo).

Guardate la storia, dal forse insipido e bambinesco episodio I (la minaccia fantasma) al pupazzoso ed apocalittico episodio VI (il ritorno dello Jedi), passando per il climax, piazzato esattamente in mezzo alla saga, tra la fine del III e l'inizio del IV, datato solo anagraficamente.

La profondità dell'universo inventato di sana pianta e che si incarna in Guerre Stellari è tale che i film possono essere goduti sotto multipli livelli e registri comunicativi

1) il primo, il più immediato e sensuale, agganciato alle razze aliene, alle navi spaziali, ai pianeti lontani e a futuri più o meno probabili. E' qui che veniamo travolti dai duelli con le spade laser, dai raggi fotonici e dalle macchine belliche dell'Impero, dalle navi spaziali imponenti e dalle battaglie coi caccia imperiali. Una gioia per gli occhi, un universo di luci e colori che esce dallo schermo e ti avvolge completamente. E' questo che ha un impatto immediato e ci meraviglia e ci fa strabuzzare gli occhi.

2) il secondo, implicito e profondo, che parla dell'uomo e della sua politica, del suo ineluttabile desiderio di combattere se stesso per prevalere su se stesso. Corporazioni di mercanti, imperi, repubbliche, senati, anelli esterni; in questo macroscenario uomini potenti tramano prese di potere, eserciti ed invasioni. E' questo il quadro che si ha chiaro solo al termine della esalogia, e che parla in definitiva del passato e del presente e del futuro dell'uomo e delle sue stutture sociali.

3) il terzo interiore e spirituale, che si incarna nella filosofia Jedi e Sith esposta ma mai "rivelata" completamente nell'opera, che si lega alla forza naturale dell'uomo, che coordina la bile e il cervello, il controllo e la passione; niente è giusto o sbagliato, tutto è relativo all'uomo. E' qui che vengono scolpiti nel carisma personaggi come Yoda o come la Maschera Nera, è qui che vengono marcati gli estremi sviluppi dell'uomo, incarnati sempre da uomini sovrannaturali, irreali forse ma per questo alfieri di valori assoluti e incontaminati, dall'una o dall'altra parte.
E' qui che il singolo va incontro alle sue paure, è qui che cade vittima delle sue debolezze , è qui che in ultima analisi risiede l'ultima possibilità di redenzione, finchè ne rimane una.

L:"Io ti salverò Padre"
DV: "Ma tu l'hai già fatto, Luke"

E tutto questo, tutto questo racconto incredibile, questa visione totalitaria dell'uomo, è sempre raccontata usufruendo di uno stile sobrio e sbarazzino, lasciando però spazi per gli attori di toccare discrete vette di espressività, ma senza mai lasciare a nessuno la scena: perchè l'unico protagonista del film è l'universo immaginato da Lucas; e lo stesso script si snoda agile e scarno tra sezioni sempre fondamentali ma descritte con leggerezza, senza banalizzare concetti importanti, ma al contempo sempre concedendo un sorriso allo spettatore, perchè la vita è così, ti lascia sempre un sorriso anche nella peggiore delle tragedie.


Tutto questo non lo dobbiamo però ad un unico uomo, in quanto Lucas ha dato solo la scintilla.
Con questo scritto voglio ringraziare tutti quelli che hanno lavorato a questa storia magnifica e coinvolgente, che hanno sacrificato parte della loro vita reale per proiettarsi e proiettarci in un mondo parallelo.
E tutto questo fa si che il sogno continui nelle menti degli appassionati, nei videogiochi ispirati, nelle side stories e nei gadget...continui messaggi di aiuto, per gente come me che si vede nelle stelle.

Grazie, ho un bisogno matto che qualcuno mi dica che a questa gabbia di frustrazioni e freddezza C'E' una via di fuga, momentanea ma c'è.

Torno in gabbia, perchè come Han Solo
"I'm in for the money"

E nessuno mi seguirà

posted by hazam at 23:39 | Permalink |


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